IL FUOCO FELICE DI BENEDETTA

Benedetta

28 giugno 2025

È mattina, le sedie di fronte all’ascensore del 2° piano del reparto maternità, sono diventate mie compagne di attesa e hanno condiviso con me l’ascolto di ciò che avveniva fra le mura di quel reparto, dove mia figlia Francesca stava per dare alla Luce la sua meraviglia.
Come si può avere una sedia come amica di viaggio? Semplicemente svincolandosi da quello schema che porta la sedia a essere un semplice oggetto d’arredo.
Siamo diventate un’unica entità: la sedia, l’attesa e io, attenta a essere quasi invisibile nell’occupare un posto non assegnato ai parenti delle partorienti.
I minuti, le ore trascorrevano in un silenzio quasi assordante, propizio per tendere l’orecchio a suggerimenti provenienti dall’Alto.
E poi… l’apertura di un varco, la possibilità di entrare in sala parto, dove Francesca e Alessandro stavano vivendo un viaggio verso l’incontro con il loro “esserino meraviglioso”.
Un odore forte mi ha catapultato fuori dalla bolla creata davanti all’ascensore. Quell’odore portava con sé l’informazione di un mondo asettico dove l’Amore non dimora.
I calzari per non inquinare apparivano un mezzo per isolarci dal mondo ed entrare in una bolla perfetta, dove possono nascere bimbi perfetti.
Dov’è l’istinto, dov’è la natura che porta l’impronta della saggezza animale?
E in questa bolla, che crediamo perfetta, fa capolino una dolce creatura che, a dispetto di tutto e di tutti, arriva portando con sé un dono prezioso: l’ascolto, anche senza parole, di ciò che possiamo percepire e portare nel cuore.
Benedetta mia cara, questo mondo ti accoglie e ti dà il benvenuto. Porta il tuo fuoco interiore a essere faro, che possa indicare la strada che conduce all’ Amore.
Viaggia libera e respira quell’aria che scompiglia i capelli e sgretola vecchie memorie, per lasciare lo spazio a ciò che di nuovo porge il tuo nome:
Benedetta sia tu e tutto ciò che ci offri come regalo!
Nonna Valeria

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